Sapete chi volle l'abolizione dell'immunità parlamentare e perchè?

Voglio le citazioni dei politici che si espressero contro, non la revisione storica mistificata da qualcuno a caso.

Update:

@ Matrix 28

Io non ho ancora capito perchè un PM non può fare il politico, una volta date le dimissioni!

Com'è, i delinquenti in politica vanno bene ed i PM no?!?!?

Io non la riesco proprio a capire questa fissa di vedere i PM, persone che lavorano per lo Stato, alla stregua dei delinquenti!

Vabè che sono 15 anni che qualcuno ci martella con questa demonizzazione incessante di PM e giudici, ma un minimo di capacità critica per renderci conto che sono stati 15 anni di fango e mèrda per giustificare leggi immonde da parte di qualcuno per non finire in galera, vogliamo iniziare ad adoperarlo?

Update 2:

Poi cosa significa ''ciò che va vene per un periodo storico non va bene per un altro"?

Per quest'altro è ancora importante che i delinquenti non si trincerino dietro ad una legge ad hoc ed è assurdo che si voglia ripristinare stravolgendo completamente la storia, arrivando a riabilitare addirittura Craxi!

Se uno è stato ladro è stato ladro, non è possibile che chi gli diceva peste e corna adesso gli intitola vie e piazze!

Update 3:

-Il relatore della legge che abrogava l'immunità era Pier Ferdinando CASINI che, il 12 maggio '93, disse alla Camera: "Il principio del princeps legibus solutus è medievale e quindi superato. Se vi è istanza di eguaglianza, quindi, essa deve riguardare in primo luogo gli autori della legge".

Il 12 ottobre la Camera approvò con 525 sì, 5 no e 1 astenuto. Il 27 ottobre il Senato fece altrettanto con 224 sì, nessun no e 7 astenuti

Update 4:

Aggiungiamo qualche altro pezzo al puzzle della memoria:

A chiederlo, all'indomani del rigetto delle autorizzazioni a procedere per Craxi, furono due mozioni:

-una firmata da Umberto BOSSI, Roberto MARONI e Roberto CASTELLI.

-L'altra da Gianfranco FINI, Maurizio GASPARRI e Ignazio LA RUSSA.

-Di quei sei, cinque sono oggi ministri del governo Berlusconi.

-I tre leghisti parlavano di "inaccettabile degenerazione nell'applicazione dell'immunità parlamentare trasformata in immotivato e ingiustificato privilegio" con "conseguenze inaccettabili e aberranti" che vanno "eliminate" al più presto.

-I tre missini scrivevano: "L'uso dell'immunità e soprattutto l'abuso del diniego dell'autorizzazione a procedere vengono visti ...come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia".

7 Answers

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  • 1 decade ago
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    Spero ti possa essere utile questo articolo del corriere

    Quell' immunità abolita a furor di Parlamento

    Votarono sì Dc, Psi, Psdi, Pds, Msi, Lega, Verdi, Pri e Rifondazione Dieci anni fa solo il Pli si astenne. Il governo era guidato da Ciampi

    MILANO - Votarono in massa a favore. I partiti di governo: Dc, Psi e Psdi. E quelli che al governo non erano: Pds, Msi, Lega Nord, Verdi, Pri e Rifondazione comunista. Solo il Pli, che appoggiava l' esecutivo, decise di astenersi. Era il 28 ottobre 1993, 71° anniversario della marcia su Roma. Il Senato approvava in seconda lettura, e il Parlamento definitivamente, la legge costituzionale che modificava l' articolo 68 della nostra Carta. In soldoni: l' Italia, in piena temperie di Tangentopoli, aboliva l' immunità dei suoi parlamentari. Da quel momento in poi i magistrati potevano indagare su di loro senza dover chiedere l' autorizzazione a procedere della Camera di competenza. Deputati e senatori non sospettavano allora che, quasi dieci anni più tardi, nel commentare la loro scelta il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe parlato nella sua lettera al Foglio di «brutalità decisionale» che portò «all' abolizione dell' immunità parlamentare varata con la Costituzione repubblicana dai padri fondatori dell' Italia moderna». E che quella decisione presa nell' anniversario della marcia su Roma potesse trasformarsi nelle parole del premier nella marcia sul Palazzo della politica dei «magistrati politicizzati», accusati sempre nella lettera di giovedì sul Foglio di «logica golpista». A Palazzo Chigi, alla guida del suo governo tecnico-emergenziale, c' era Carlo Azeglio Ciampi, oggi capo dello Stato e gelido con le osservazioni del premier contro le toghe a commento della sentenza Previti. Alcuni votarono per togliere l' immunità e oggi militano nella maggioranza di Berlusconi. Dunque, dovranno battersi per reintrodurla. E' il caso di Francesco Speroni, allora capo dei senatori della Lega e oggi capo di Gabinetto di Bossi al ministero delle Riforme. Pentito? «No, ma è possibile che ogni tanto ci sia bisogno di una controriforma - dice - sono necessari aggiustamenti. La norma è stata spesso stravolta dalle interpretazioni della magistratura». Pentimento no, ma un cruccio sì: «Allora andammo forse un po' troppo in là, togliendo uno scudo a chi ne ha bisogno, cioè chi è perseguito per reati d' opinione. Penso agli innumerevoli processi contro Bossi: lì il fumus persecutionis è diventato incendio. Ecco, allora non pensavo che si sarebbero colpiti i parlamentari in quanto tali». Eppure proprio Bossi, in quei giorni, era anche più entusiasta di Speroni dell' abolizione di «un' immunità da Medioevo», convinto che «la magistratura lavora bene, ha contribuito a salvare il Paese e noi siamo con i giudici e con il popolo. Perché il popolo, tra i politici corrotti e i giudici, sceglie i giudici». Scelse i giudici anche Gerardo Bianco, allora capogruppo della Dc. E non era facile, visti i tanti inquisiti del partito. Ma oggi, esponente della Margherita, pur definendo «assurde» e «da golpe istituzionale» le posizioni di Berlusconi, si confessa a sorpresa pentito di quella scelta: «Non sono sicuro sia stata la cosa migliore. Fu fatta per evitare che bastasse un avviso di garanzia, che doveva essere emesso anche se non c' era reato, a far cadere la testa di un ministro. E per eliminare il riflesso corporativo». Ma «i magistrati non l' hanno utilizzata adeguatamente. Spesso la norma del Codice di proced

  • 1 decade ago

    1993.

    Dopo il rifiuto, e relativo sconcerto popolare, delle autorizzazioni a procedere per Craxi, furono presentate due mozioni: una firmata da Bossi, Maroni e Castelli, l' altra da Fini, Gasparri e La Russa.

    «Se il ministro De Lorenzo - sentenziò Fini - fosse stato un cittadino qualsiasi, oggi sarebbe in galera».

    E anche: «Lo sdegno e l' amarezza che pervadono la Nazione di fronte allo scandaloso verdetto di autoassoluzione che il regime si è confezionato sono da noi interamente condivisi». Superando «l' inammissibile scudo dell' immunità parlamentare», aggiungeva Fini, i giudici andavano messi nelle condizioni di «svolgere sino in fondo la loro funzione». (Ansa, 30 aprile 1993).

    E la Lega: «auspichiamo una maggiore decisione nell' abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta». (Ansa, 29 ottobre 1993).

    La lista potrebbe continuare.

    Altri tempi, stesse persone, stessa voglia di cavalcare l'umore popolare.

    Ora i tempi son cambiati, il padrone della ferriera li ha tutti a libro paga, ed in più l'umore popolare lo costruisce lui, almeno di quella fetta di popolo che si nutre di tv.

    Ottima domanda Rodan.

    La memoria va esercitata e coltivata, perchè è nella distorsione della realtà e nelle nebbie calate ad arte su un passato anche così recente che si puntella la macchina revisionista e propagandistica di Papi P2, "l'utilizzatore finale" di tutto.

  • Anonymous
    1 decade ago

    c'è un errore, non è un "abolizione dell'immunità", ma dell'improcedibilità, ovvero la richiesta da parte dei magistrati alla camera di appartenenza del parlamentare a INIZIARE il procedimento. L'immunità (intesa come "scudo" a misure limitative della libertà xsonale) esiste

  • Anonymous
    4 years ago

    L'immunità parlamentare è prevista dalla Costituzione SOLO in line with I REATI COMMESSI NELL'ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI. tale norma fu introdotta perchè, si usciva dal lungo ventennio fascista e da una guerra devastante. Ricordo in line with altro che tale norma costituzionale fu soppressa mi pare nel 1993 nel periodo di Tengentopoli.

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  • 1 decade ago

    So che Fini aveva rinunciato all' immunità nonostante il Lodo prevedesse questo diritto anche per il Presidente del Senato.

    Nostro imperatore Guglielmo II, Kaiser di Prussia e Germania

  • Anonymous
    1 decade ago

    Concordo con matrix 28 sulla sua riflessione circa i momenti storici.

    Il vero problema però non sono gli ex PM che entrano in politica, ma quando è la magistratura che vuole fare politica, oppure quando i politici non fanno i politici e pensano di rovesciare un governo attraverso l'intervento dei magistrati.

    Il vero problema italiano è che in questo momento l'opposizione di sinistra non sta facendo politica, non sembra in grado di mettersi davanti al tavolo di discussione senza anteporre la volontà di escludere l'avversario da quel tavolo. In pratica anche qualora si riuscisse a togliere Berlusconi da quel tavolo, la sinistra rimarrebbe senza argomenti. Gli italiani questo lo hanno capito da molto e infatti hanno votato per il centrodestra. Le ultime elezioni non sono state la vittoria di Berlusconi, ma la sconfitta della Sinistra. DiPietro non lo ha ancora capito.

    Tornando al discorso principale penso che una legge che metta un po' dordine sul problema dei rapporti tra i poteri di uno stato sia necessaria. In questo momento è chiaro che ci sia uno sbilanciamento a favore della Magistratura. Il pericolo è che tramite l'azione giudiziaria il parlamento venga formato non dalla volontà popolare, ma da quella dei giudici (che per altro non sono eletti, contrariamente a quanto accade in alcuni paesi). Se in Italia esiste una casta di intoccabili oggi è proprio quella dei magistrati. Basti pensare che anche qualora qualcuno dimostasse che hanno sbagliato una sentenza, non sono loro a pagare, ma è lo stato (dimenticando poi che è la magistratura che giudica se stessa...). In sostanza il problema è molto più complesso di uanto vogliono fare apparire certi politici che invece di fare politica producono slogan di facile presa sugli umori dei cittadini. Non possiamo dimenticare che l'amata azione di 'mani pulite' (per quanto legittima) ha fatto vittime innocenti e spesso queste vittime non sono state mai riabilitate.

  • 1 decade ago

    D'accordo.

    Ma una riflessione devo farla: ciò che va bene in un periodo storico, può essere ingiusto in un altro. Le situazioni mutano ed anche gli uomini.

    Questi ultimi cambiano pure mestiere e molti, da PM, si trasformano in "politici"...Non può funzionare così, infatti non funziona.

    Chiarisco il mio convincimento: un PM è un "accusatore" e tale resterà per mentalità. Un "giudice" è e resterà "terzo" per mentalità. Qualunque "giudice" sarà un politico migliore di qualunque PM. Falcone, non a caso, lottava per la SEPARAZIONE tra le 2 funzioni che sono assolutamente diverse. Ciò non esclude che i politici italiani siano, prevalentemente dei mascalzoni. Ho chiarito?

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